


Al rientro da questo viaggio, ho piacere di scrivere qualcosa in merito, dato che l’esperienza è stata molto profonda.
Innanzitutto la possibilità di sperimentare la proposizione del mio spettacolo di magia in francese. Eseguirlo in inglese mi capita spesso, ma in francese era la prima volta. E’ andata bene ma ho dei margini di miglioramento. 🙂
Il diario di Dakar per essere completo dovrebbe comprendere tanti elementi:
1) considerazioni generali
2) la convention e lo spettacolo in senso stretto
3) un bellissimo concerto cui abbiamo assistito
4) un‘esibizione di micromagia in un ristorante appena aperto alla presenza di alcune personalità di Dakar (sindaco, una ministro ecc).
Cominciamo con il primo punto in ordine sparso:
– Ho trovato il Senegal un paese faticoso. Qualunque cosa si faccia non è facile farla senza penare un pò anche se è con piacere. 
– Il paese si affaccia sull’oceano ed ha quindi una lunghissima costa che porta ad avere delle viste mozzafiato e la possibilità di fare dei bagni memorabili. Ovviamente sorgono sulla costa degli alberghi di lusso che di queste viste si fanno forti e in questi alberghi siamo stati (ma non solo in questi).
– Abbiamo visitato anche l‘isola di Gorè, l’ultimo avanposto dei mercanti di schiavi che imprigionavano i poveretti catturati per poi imbarcarli come bestie sulle navi che avrebbero portato (quelli che sopravvivevano) ad essere sfruttati in America. Un posto ora turistico ma che resta terribile per ciò che rappresenta.
– i senegalesi sono bellissimi. Uomini e donne, alti, slanciati, sorridenti e con la pelle d’ebano liscissima. Praticamente non c’e’ storia con molti di noi occidentali. Ed e’ un piacere vederli.



Per ora mi fermo qui benchè ne avrei altre mille ma segue…….
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