Oltre alla serata in cui mi sono esibito, una delle serate più divertenti della nostra permanenza a Dakar è stata la sera in cui ci siamo recati a vedere un concerto all’Istituto di cultura francese.
Lascio a Luigia il compito di farne una cronaca a beneficio di chi si recherà a Dakar in futuro e di chi vorrà avvicinarsi ad un’artista con la A maiuscola:
Mettete insieme bravura, grinta, bellezza, voce, stile di danza unico e
magnifico, generosità, Africa all’avanguardia in pensieri e azioni e
avrete un’ artista unica: Rokia Traorè.
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Il suo concerto, che abbiamo avuto la fortuna di vedere dal vivo a
Dakar, è stato stupendo: questa grande artista, originaria del Mali, si esibisce frequentemente in tutto il mondo mescolando con passione e originalità, musica tradizionale del suo paese con influssi musicali più moderni, dal pop internazionale al jazz.
L’ attaccamento alle tradizioni della sua terra è testimoniato dal suo uso del ngoni e del balafon, due strumenti tipici del Mali.
Rokia Traoré è una ragazza tutta energia e dolcezza dotata di una voce esorbitante che quando non canta si trasforma in un essere timido e minuto.
Che forza! E non sono mancati alcuni sue toccanti parole, per esempi,o sull’emigrazione africana nel resto del mondo.
Ha esortato i giovani (lei ha 35 anni) a non lasciare il proprio paese in cerca di fortuna che poi fortuna non è, ma a impegnarsi tutti insieme per avere un’Africa più unita, meno povera e meno devastata da morte e dittature.
Un grande plauso va alla sua trascinante band.

La maggior parte dei suoi brani sono cantati nella sua lingua nativa, i temi dei suoi testi esprimono un’attualità coraggiosa, come quando parla della status della donna nell’Africa di oggi.
Il suo primo album -Mouneïssa– ha venduto in Europa ben più di 40.000 copie. Tre anni più tardi, nel 2000, è uscito il secondo, intitolato Wanita, che contiene brani musicali tutti scritti e arrangiati da lei.
Nel 2003 il suo terzo album, Bowmboï, ha ricevuto il prestigioso World Music Award della BBC3.
L’ultimo album della Traore si chiama Tchamantche. Ascoltatelo e se potete, compratelo! Non sarà come vederla dal vivo, ma di certo ne varrà la pena!
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